CASO INSINNA, IL PROBLEMA E’ DI CHI LO CREDE UN SANTO

 

L’affaire Flavio Insinna è oggettivamente miserevole. Sotto qualsiasi punto di vista lo si guardi. C’è un file audio pieno di immondizia in cui un conduttore noto (in tv, lo conoscete di persona?) per la sua gentilezza e il suo approccio pacato e perfino filosofico alla vita ne esce come un Dr. Jekyll e Mr. Hide di borgata: un’aggressività pazzesca e una volgarità senza limiti.

Lo diffonde Striscia la notizia martedì, poi ci torna mercoledì per precisare che no, quella roba non è stata registrato nel corso di una riunione di redazione (ma quale redazione, Affari tuoi non era un giornale né un magazine, diciamo riunione con gli autori), dunque in un contesto riservato, ma in studio, di fronte al pubblico. Non che Ficarra e Picone siano Bob Woodward e Carl Bernstein ma vabbè, prendiamola per buona. Anche perché in effetti dai video, solo nel primo frammento, così pare.

In quella registrazione si sente Insinna vomitarne di ogni sul cast e sui concorrenti selezionati per uno speciale di prima serata con ospiti vip: “Ma prendiamo cinque stronzi fatti bene.

Hanno truccato le votazioni per la Repubblica e noi non possiamo mettere nella busta cinque simpatici? È una nana che parla con le mani davanti alla bocca

” dice di una concorrente valdostana che oggi racconta di volerlo denunciare. E ancora: “Ci sono due-tre fighi e sette dementi. Io sono un uomo perbene e buono, per farmi girare i coglioni ce ne vuole. Una nana ha giocato. La si porta di là, la si colpisce al basso ventre e si dice: ‘Adesso tu rientri e giochi.

Perché è RaiUno, non Val d’Aosta News, li mortacci tua!”  Più varie altre minzioni sull’opzione del pacco X e la famosa chiusura sulla “nana di merda che non parla”. Si diceva di un fatto miserevole. Lo è per chi ha trafugato quella registrazione passandola a una rete concorrente e a una trasmissione di quel genere, ben sapendo l’uso che ne sarebbe stato fatto. D’altronde la diatriba fra i due programmi (e fra Antonio Ricci, Ezio Greggio e Insinna) non è recente. Su questo non c’è dubbio. Tuttavia quando la frittata è fatta bisogna anche prendere atto di quel che è uscito e dello sporco che si è creato. La figura di Insinna, quello che a Cartabianca diceva di voler vivere “in un Paese gentile” scomodando don Lorenzo Milani, ne esce irrimediabilmente sfigurata. Ma il punto non è neanche troppo questo. In fondo, chissenefrega di Flavio Insinna. Il problema semmai sta nel continuo effetto di disvelamento del lato b di queste personalità così popolari. Cioè nel cortocircuito che spesso si vive nel verificare – attraverso metodi infami come l’audio contrabbandato, va bene, ma in questo senso poco importa – la distanza siderale fra la loro faccia pubblica e i vizi privati. Questi secondi non dovrebbero interessarci, e d’altronde a chi scrive non interessavano neanche le eventuali pubbliche virtù di Insinna. Ma non se ne può affogare l’effetto, fino al paradosso del direttore di Rai1 che manifesta su Twitter solidarietà “umana e professionale” al conduttore. Che genere di solidarietà manifesta, Andrea Fabiano? “È ovvio che la solidarietà non è per le parole che si sono sentite e per le parole offensive riferite alla concorrente, ci mancherebbe” ha poi specificato in un tweet successivo. Ci mancherebbe.Ciò che accade in privato, se non costituisce reato, dovrebbe rimanere privato. Sacrosanto. Ma non è questo il passaggio-chiave di questa sconfortante vicenda e comunque la si pensi sul passaggio dell’audio a Canale 5.

Il punto è continuare a pensare – tremenda eredità di un’opinione pubblica triturata dalla tv commerciale – che l’unico volto possibile e reale di questi personaggi sia quello che ci sottopongono, quello con cui si vendono, quello su cui lavorano e che attentamente costruiscono a tavolino. Cioè la situazione per cui un Flavio Insinna qualsiasi che insulta una persona di bassa statura non troppo loquace (cioè chiunque) possa stupirci, sconvolgerci o comunque fare notizia. Non dovrebbe. Per una semplice ragione: perché non dovevamo neanche cadere nel tranello e attribuirgli chissà quali qualità. Il problema è di chi considera Insinna, come molti altri, un santino della tv. Ci deludono gli amici, figuriamoci i conduttori di un gioco che ha a che fare coi pacchi.  ( Simone Cosimi)

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