CASO COLLOVATI: LE VERE SESSISTE SONO STATE LE DONNE

La sospensione che la Rai ha dato a Collovati è il vero sessismo
verso gli uomini. “Quando sento una donna parlare di tattica mi si
rivolta lo stomaco” queste le parole che hanno scandalizzato il
pubblico di Quelli Che il Calcio… che poi a dirla tutta il momento
peggiore è stato quello in cui, mentre il regista inquadrava le
ballerine brasiliane che muovevano il fondoschiena a tempo di
musica, il commento di sottofondo è stato “Ecco cosa devono
fare le donne”. Che poi a dircela tutta è una cosa che a noi donne
viene bene, molto più di quanto verrebbe bene allo stesso
Collovati.
In realtà non è stato Collovati ad essere sessista ma noi donne a
pretendere che un uomo sia sospeso e quindi perda il lavoro.
Di fatto Collovati è stato censurato, gli si è tolta la parola per due
settimane. Due puntate. Forse qualcuno ha difficoltà ad
ammettere che il calcio non è sessista, piuttosto è
autoreferenziale, è razzista e lo è da sempre. La frase “zitto tu che
non hai mai giocato a calcio” la sento da sempre, e la sento detta
da uomo a uomo, non solo da uomo a donna. Sacchi considerato
uno dei migliori allenatori al mondo non ha mai giocato a calcio
eppure la frase “non hai giocato, ergo non puoi capire” è ormai
diventata di uso comune pure tra chi comunque riconosce i meriti
del mister. Collovati ha sbagliato? Sì. Non vi è alcun dubbio. Dopo
di lui abbiamo sbagliato noi donne ad inveire contro un uomo che
ha espresso un’opinione. La Rai ha sbagliato? Credo di sì. Ha
sbagliato nella forma in cui si è fatta influenzare dai social, e da
quanti volevano la testa di Collovati. Non valgono nemmeno le
scuse fatte da Collovati tramite twitter, apprezzabili ma non
sufficienti: l’art. 8 prevede che la rettifica o le scuse, chiamatele
un po’ come volete, debbano avvenire sullo stesso mezzo di

comunicazione in cui il “fattaccio” è accaduto. E mi sorprendo
che la sospensione sia stata data da un direttore come Carlo
Freccero che tra le molteplici doti ha anche quella di essere un
esperto di comunicazione. Da donna, da giornalista, da persona
che lavora nel calcio da ben venticinque anni mi sarei aspettata
un’apertura di “Quelli che il calcio…” con Collovati seduto in
mezzo allo studio, buio intorno, occhio di bue che illumina solo il
diretto interessato, musica brasiliana che tanto piace all’ex
difensore e lì avrei preteso le scuse, nello stesso studio in cui il
fattaccio si è consumato. Un po’ come la Fuitina siciliana.
Peccato che domani la Rai ci abbia tolto il gusto di ascoltare le
scuse del signor Collovati

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