LA PANCHINA CHE FA TREMARE ROMA

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Senti Pallotta Questo Resta” oggi titola così il Corriere dello Sport nella sua versione Tabloid: bella, comoda, accattivante, professionale ma questo è un’altro discorso. Una bella foto di Nainggolan il prima pagina, le mani aperte come a dire “se mi perdete sono c.. cavoli vostri”. Il calciomercato tiene banco ovunque, siti, post, prime pagine, tante parole che arrivano dalla tv, dalle radio. Tutti che vogliono fare lo scoop della vita.  Calciatori che vanno e che vengono. Approposito Donnarumma ha già firmato con il Milan, sono tutti d’accordo.

Ma torniamo a Roma. Voglio raccontarvi una storia, una storia che sa un pò di favola, ma anche un pò di realtà, che sa un pò di estate, di calciomercato, del calcio raccontato dalle donne.  Quindi siccome tutti scrivono di calcio e mercato, e danno notizie che il giorno dopo vengono regolarmente smentite, voglio provare anch’io a raccontare una storia.

Mettete una calda giornata di primavera, siamo a Roma, sul Lungotevere il traffico non manca e nel caos cittadino c’è un tipo affascinante, belloccio alla guida di una smart.  Occhiali scuri, fermo al semaforo, i vicini di macchina lo guardano incuriositi ma lui non se ne accorge, distratto da una telefonata con il bomber della squadra capitolina. “Se vuoi giocare un’altro anno, se vuoi rimanere a Roma,   per me va bene, però decido io quando e quanto. Con la società  ci parlo io e gli spiego che siamo d’accordo” .  L’allenatore è sicuro.   O almeno è quello che pensa  in quel momento. La società lo ha cercato perchè  è uno che vince. Sempre o quasi. Insomma i numeri sono dalla sua parte. E poi dall’altra parte della cornetta c’è un ragazzo  contento che chiude la telefonata con l’entusiasmo di un bambino. Anche se bambino non lo è più. 

Passa qualche giorno e l’allenatore incontra la società. Quando entra nell’ufficio i dirigenti sfoderano sorrisi soddisfatti. Bisogna parlare del contratto, dello stipendio, delle aspettative, del mercato.  Prima dei discorsi seri, l’allenatore mette al corrente quei   dirigenti cosi educati della sua telefonata, del colloquio avuto con il loro tesserato. Lui  lo vuole in campo e hanno già trovato un accordo. “E’ solo un dettaglio” pensa sotto voce, ma all’improvviso si accorge che non è cosi. Il gelo scende nella stanza.  Il tizio seduto davanti a lui lo blocca, gli fa presente che non può essere, che quel ragazzo è in scadenza e che la società non ha intenzione di rinnovare il contratto. “Deve stare lontano dallo spogliatoio” questo è quello che capisce l’allenatore dalle parole del dirigente.  Insomma per farla breve i rapporti si inclinano, il contratto salta e la panchina sarà promessa ad un’altro. 

L’allenatore si allontana sulla sua smart nera pensando che quei dirigenti non erano poi cosi simpatici. 

Chapeau!

ps. Ogni riferimento a fatti o persone  è puramente casuale. 

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