STADIO DELLA ROMA …. CORRUZIONE 9 ARRESTI

Sedici indagati, di cui 6 agli arresti e 3 ai domiciliari, due pezzi importanti dell’amministrazione Raggi coinvolti, un ex assessore della Giunta regionale di Zingaretti, un sistema corruttivo messo in campo dal costruttore romano Luca Parnasi per facilitare l’avanzata del dossier stadio della Roma a Tor di Valle. Questo, in sintesi, l’esito dell’indagine “Rinascimento”, coordinata dal pm aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Barbara Zuin e condotta dai Carabinieri guidati dal colonnello D’Aloia. Indagine avviata molto tempo fa sugli affari del costruttore Scarpellini, poi passata alle manovre di Marra, infine sfociata sul gruppo Parnasi.o del

L’inchiesta potrebbe portare allo stop dell’intero progetto modificato. Proprio martedì era scaduto il termine per presentare le osservazioni al piano ed era stata fissata la scadenza per le controdeduzioni, per le quali è stato dato un tempo di trenta giorni. A metà luglio era prevista la delibera col progetto variato da inviare alla Regione Lazio per l’ok definitivo, ma ora arresti e indagini potrebbero bloccare tutto.

I reati contestati – Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, hanno portato i militari a scoprire un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del progetto. I carabinieri hanno perquisito la sede della società dell’imprenditore Luca Parnasi. Pm: “L’As Roma e Raggi non c’entrano” – “Non sappiamo ancora niente, abbiamo appreso la notizia dalle agenzie”, ha precisato Mauro Baldissoni. Il direttore generale della Roma, giunto nella sede milanese della Lega Serie A per l’assemblea sui diritti tv, non ha escluso di tornare a breve nella Capitale per approfondire e seguire da vicino la questione. E a confermare la totale estraneità della società ci ha pensato il pm Ielo, titolare dell’inchiesta: “L’A.S. Roma è una società quotata e non si devono fare confusioni, non c’entra nulla con il caso”. “Scagionata” anche la sindaca Raggi dato che gli atti del Comune non sono oggetto del procedimento. Tra i 16 indagati anche il capogruppo di Fi Davide Bordoni . Tra loro ci sono anche Davide Bordoni il Capo Gruppo per Forza Italia, e Mauro Vaglio, presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma. Nove le persone arrestate stamattina dai carabinieri. A finire in carcere l’imprenditore Luca Parnasi, Luca Caporilli, Simone Contasta, Giulio Mangosi, Nabor Zaffiri, Gianluca Talone. Ai domiciliari Pier Michele Civita, Adriano Palozzi e Luca Lanzalone. Tra gli indagati anche Claudio Santini, Daniele Leoni, Paolo Ferrara, Giampaolo Gola e Davide Piva.

Roma: “Si valuta stop progetto modificato” – L’inchiesta sullo Stadio della Roma potrebbe portare allo stop dell’intero progetto modificato. Proprio martedì era scaduto il termine per presentare le osservazioni al progetto e si era fissata la scadenza per le controdeduzioni per le quali è stato dato un tempo di 30 giorni. A metà luglio sarebbe prevista la delibera col progetto variato da inviare alla Regione Lazio per l’ok definitivo. Ma ora arresti e indagini potrebbero imporre lo stop al progetto.

Raggi: “Chi ha sbagliato pagherà” – “Chi ha sbagliato pagherà, noi siamo dalla parte della legalità. Aspettiamo di leggere le carte, al momento non esprimiamo alcun giudizio”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Se è tutto regolare, spero che progetto stadio possa andare avanti”, ha quindi aggiunto. Solo martedì la Raggi, su Twitter, aveva espresso soddisfazione per l’avanzamento dei lavori per il nuovo stadio: “Lo stadio a Tor di Valle è sempre più vicino. Stiamo lavorando senza sosta per accorciare i tempi e realizzare questa grande opera che porterà nuovi posti di lavoro e migliorerà la vita nel quadrante sud della città”. In ruolo di Lanzalone nel progetto del nuovo stadio – L’attuale presidente di Acea, Luca Lanzalone, tra il gennaio e il febbraio del 2017, nelle vesti di consulente per gli M5S portò avanti, sul fronte del progetto stadio, una mediazione con l’amministrazione comunale e la Eurnova, la società dell’imprenditore Luca Parnasi che acquistò i terreni dell’ippodromo di Tor di Valle, dove dovrebbe sorgere la nuova struttura, dalla società Sais della famiglia Papalia. La mediazione ha portato ad una modifica del primo progetto con una riduzione delle cubature degli immobili “extra stadio” e la cancellazione delle due torri del grattacelo che sarebbero dovute sorgere in prossimità del’impianto.

Toninelli: “Per quanto riguarda la faccenda dell’indagine siamo molto preoccupati. Non ho informazioni per poterla commentare. Quello che mi viene da ribadire è che la battaglia che il M5s ha fatto per far sì che la colata di cemento che doveva cadere a norma del primo progetto del Pd, di cui lo stadio era solo una minima parte, è stata enormemente limitata e questo è un successo”. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli. “Su Lanzalone non saprei come commentare perché non ho sufficienti informazioni”, ha aggiunto.

Pallotta: stop allo stadio? Me ne vado – Cosa succede se l’inchiesta fermerà il progetto stadio? “Vorrà dire che verrete a trovarmi a Boston..”: così James Pallotta, uscendo dall’albergo romano nel quale risiede in questi giorni di vacanza, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano un commento agli arresti. In passato Pallotta aveva ipotizzato la vendita della società in caso di mancata costruzione dello stadio. “La Roma non ha fatto nulla di male, siamo stati trasparenti: non vedo perché il progetto stadio si debba fermare, tutti lo vogliono e si deve andare avanti. Risolveremo tutto”. Ha aggiunto Pallotta.

Tangenti in denaro, promesse di assunzioni, ricche consulenze: questi i metodi corruttivi emersi dalle indagini. “Una corruzione sistemica, che ha avuto un crescendo rossiniano – raccontano i magistrati -, ma con pagamenti a volte da corruzione pulviscolare”. Addirittura, un collaboratore del gruppo Parnasi, da qualche tempo consulente del Milan per individuare un’area per il nuovo stadio, ha provato ad esportare nel comune di Milano il modello corruttivo, contattando un assessore che lo ha rispedito al mittente. Cosa succederà ora al dossier stadio? Non è competenza di chi ha condotto le indagini, ma il progetto sarà sospeso dal Comune con una procedura di autotutela. Sospeso, e chissà se a questo punto ripartirà mai…

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