La castrazione chimica e l’ignoranza dei politici

Il dibattito sull’introduzione della castrazione chimica per risolvere il problema della violenza sessuale si rinnova periodicamente soprattutto sotto elezioni. La Lega ha addirittura presentato una proposta di legge, ovviamente i 5 Stelle sono contrari. Alcuni paesi Europei l’hanno già introdotta, ma solo in Polonia è intesa come vera e propria pena. Negli altri Paesi si tratta di una misura volontaria, eseguita soltanto con il consenso informato del colpevole.

Ora, fatta questa premessa c’è da dire che molti di quelli che parlando di castrazione chimica lo fanno con troppa superficialità ed ignoranza. Dalla gente comune me lo potrei anche aspettare, ma dai politici che devono governare un paese e prendere decisioni importanti no. Dai politici l’ignoranza proprio non la sopporto, che venga da destra, sinistra o centro che sia.

Capisco che siamo sempre in campagna elettorale ma girare un video davanti ad un cespuglio dicendo che “chi spezza un fiore, non merita solo la galera, ma necessita di essere curato. Castrazione chimica e non lo rifanno più” per riscuotere le ovazioni di un pubblico becero che incalza con “tagliamoglielo via”, mi sembra quanto meno eccessivo.

Insomma in campagna elettorale fa effetto. Però poi la realtà ci dice altro.

La castrazione è la somministrazione di farmaci che inibiscono chimicamente la funzione sessuale, la riduzione della libido e della reattività sessuale. Ok siamo tutti d’accordo. Sapete che è’ anche un trattamento sanitario invasivo e, se prolungato, invadente? Oggi tanti risponderebbero “chi se ne frega se un pedofilo o uno stupratore potrebbe riportare danni permanenti”, non che a me facciano pena anzi, ma il punto è un altro. Esperti in farmacologia, sessuologia e psicologia non sono d’accordo su questa soluzione.

Chiediamoci il perché?

Secondo la maggior parte la terapia farmacologica non avrebbe effetti a lunga durata e non garantirebbe che il soggetto in questione non compia più azioni violente a carattere sessuale o di altra natura. Secondo alcuni sessuologi lo stupro è un reato d’odio che non ha nulla di erotico. La sessualità non è mera chimica e gli esseri umani non sono macchine biologiche.

Va ricordato che il primo organo sessuale è il cervello. “Anche con bassi tassi di testosterone si può raggiungere l’erezione e provare desiderio” spiega Marco Inghilleri, sessuolo e psicologo, vicepresidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione sessuale. E non è certo il solo a pensare che la castrazione chimica sarebbe totalmente inefficace proprio perché lo stupro come reato sessuale è essenzialmente un reato d’odio, che non ha nulla di erotico. E’ un atto sadico mosso o dal tentativo di un riscatto della persona che lo compie o addirittura dalla volontà di degradare l’oggetto del suo desidero a una mera ‘cosa’.

Tra l’altro questo tipo di legge ha anche un costo elevato.

Allora nel dubbio non sarebbe meglio che fosse garantita la certezza della pena senza sconti o agevolazioni?

Allora cari politici cercate di tutelarci tenendo in galera chi stupra e vi prego prenderci sul serio quando veniamo a denunciare qualcuno, oliate quella macchina burocratica che oggi è troppo macchinosa, e voi magistrati non vi attaccate ai jeans troppo stretti o al fatto che una donna può aver ammiccato senza però voler arrivare infondo al rapporto sessuale. Cercate di rispettarci un po’ di più, perché oggi è la ragazzina di Roma domani potrebbe essere vostra figlia.

Susanna Marcellini

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