ROMA: FIATO CORTO O GESTIONE DI SPOGLIATOIO?

Il vero problema è il poco fiato dei giocatori o l’esigenza di non rompere gli equilibri di uno spogliatoio difficile da gestire? E la moda da qualche settimana è diventata quella di fare il processo ai tifosi della Roma che la domanda se la pongono. Dai salotti buoni di programmi nazionali qualcuno incolpa  le radio romane,  accusate di fomentare i tifosi e creare casi inesistenti.  Quel qualcuno che pure viene pagato, in alcuni casi, proprio da quelle radio romane definite becere. Eppure se chiediamo a chi in campo c’è stato non la vede proprio come i brizzolati che il calcio lo scrivono al massimo lo leggono. E’ il caso di Sandro Tovalieri perplesso dai 6 cambi e soprattutto da non aver più visto in campo la formazione che aveva fatto benissimo contro la Juventus, “Uno come Dzeko deve giocare sempre, abituato a giocare anche a Natale 4 partite in 7 giorni non credo che le possa far differenza giocare di seguito due partite con Barcellona e Sassuolo” . Ma anche il principe di Roma Giuseppe Giannini la pensa più o meno nella stessa maniera “ Sei cambi sono troppi, sarebbe stato meglio farne 2/3 l’ultima mezz’ora. Le difficoltà della Roma a mio avviso sono ben altre”. Secondo Fulvio Collovati, che da Roma è più distante sicuramente di Tovalieri e Giannini, mister “Garcia avrebbe dovuto prendere esempio da Allegri che non ha risparmiato Mandzukic e Morata”. Dalla parte di Garcia con qualche riserva è invece Odoacre Chierico “I punti persi a Sassuolo li recupererà con gli scontri diretti. L’unico appunto che posso fare è su Dzeko che deve sempre giocare” . AncheVincent Candela che con la Roma ha vinto l’ultimo scudetto ritiene che “all’inizio della stagionesei cambi sono decisamente troppi”. E se si va indietro nel tempo e si risale a quella Roma che ha fatto sognare i tifosi c’è anche il Bomber per eccellenza edin-dzekoRoberto Pruzzo che Dzeko lo metterebbe sempre in campo. Allora quando i tifosi o le radio romane si chiedono come sia possibile che il fiato manchi già alla terza giornata forse non è una domanda tanto peregrina. @susannaradio

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